La lean production (detta anche lean manufacturing o, in italiano, produzione snella) è una filosofia che mira a minimizzare gli sprechi produttivi fino ad annullarli.

 

Fonte: Wikipedia

La lean production: eliminazione di sprechi e difetti

Su cosa si basa la lean production?

La Produzione Snella definisce la gestione ottimale del processo produttivo (Process Management), basandosi principalmente sul modello organizzativo della Toyota (Toyota Production System – TPS).

La crescita costante di Toyota infatti, che da piccolo attore è diventata l’azienda automobilistica più grande e con più valore al mondo, ha focalizzato l’attenzione su come questa evoluzione sia stata possibile.

Questo ha reso la lean production un tema dibattuto, attuale e molto studiato in Scienze Economiche nel corso degli ultimi cinquant’anni.

Possiamo approfondire la filosofia della Produzione Snella partendo da due cardini:

i cinque principi guida

i cinque principi guida

i sette sprechi

i sette sprechi da eliminare

I principi guida da applicare
La lean production, da quanto detto, è dunque una metodologia di gestione che considera spreco la spesa sostenuta per utilizzare le risorse per qualsiasi obiettivo diverso dalla creazione di valore per il cliente.

In base a questo punto di partenza, ci sono cinque principi guida che fungono da valori di riferimento per l’applicazione del modello.

 

definire il valore per il cliente: individuare le attività che generano vero valore per il cliente
eliminare gli sprechi: minimizzare le attività senza valore aggiunto (soste, interruzioni)
creare il flusso del valore: identificare le attività per realizzare il prodotto/servizio
produrre in logica “pull”: realizzare un’attività solo quando il processo a valle (il cliente) lo richieda
innescare il miglioramento continuo: perseguire la perfezione del processo produttivo (kaizen)

I principi e i metodi della lean production, se applicati in modo costante, consentono di portare all’eccellenza i processi operativi dell’azienda e di migliorare i sistemi produttivi.

Ovviamente le sue tecniche vanno modulate ed adattate alla specifica realtà produttiva.
La produzione snella non va infatti intesa come un approccio rigido, bensì come un metodo organizzativo flessibile ma molto efficace.

 

I sette sprechi da eliminare
Il momento chiave della lean production è l’identificazione di quali attività aggiungono valore e quali non lo fanno.

Definire queste due categorie di attività rende poi possibile iniziare le azioni per migliorare le prime (lavoro di valore aggiunto) ed eliminare le seconde (lo spreco) dal processo produttivo.

A sua volta poi lo spreco può essere suddiviso tra ciò che deve essere fatto ma non aggiunge valore e spreco puro.

E allora quali sono i sette sprechi nel dettaglio?


Difetti
produrre scarti o rilavorazioni
difetti presenti nel prodotto spingono il cliente a rifiutarlo.
Lo sforzo impiegato per creare questi difetti è uno spreco. Inoltre, per provare a recuperare una parte del valore dal prodotto, devono essere inseriti nuovi processi per la gestione dello spreco altrimenti il prodotto rischia di essere scartato al 100%.

Sovra-produzione
produrre più di quanto richiesto dal cliente
La sovra-produzione è la produzione di un oggetto prima che questo sia veramente richiesto.
E’ lo spreco più pericoloso per l’azienda perché nasconde problemi organizzativi: la sovra-produzione deve essere infatti immagazzinata, gestita e protetta.

Trasporto
spostare il materiale senza necessità di valore
Ogni volta che un prodotto viene sottoposto ad un movimento, rischia di essere danneggiato, perso, ecc…
Oltre a essere un’attività di non-valore aggiunto, il trasporto non comporta alcuna trasformazione al prodotto che il cliente sia disposto a pagare.

Attesa
impiegare il tempo in maniera non produttiva
Questo spreco si riferisce sia al tempo trascorso dagli operatori aspettando che arrivino le risorse per lavorare, sia il tempo che passa mentre aspettano che il prodotto venga portato via. Spesso sono  necessari dei processi ad hoc per gestire queste attese.

Scorte
acquistare o produrre materiali in eccesso
Le scorte, che siano sotto forma di materie prime, di materiale in lavorazione (WIP), o di prodotti finiti, rappresentano comunque un capitale che deve ancora produrre un guadagno sia per il produttore che per il cliente. Le scorte, quando non sono usate per produrre valore, rappresentano uno spreco.

Movimento
spostarsi per raggiungere materiali lontani
A differenza del trasporto, il movimento si riferisce ai macchinari o agli operai.
Questi infatti, se spostati, possono subire usure e danneggiamenti. Possono anche avere problemi relativi alla sicurezza.
Il movimento rappresenta un costo del processo produttivo.

Sovra-processare
svolgere attività che non producono valore
Usare risorse più costose del necessario per le attività produttive o produrre funzioni aggiuntive a quelle che il cliente aveva inizialmente richiesto, produce solo sprechi.
Qui nasce un problema particolare riguardo alle persone. Gli operatori che possiedono una qualifica superiore a quella richiesta per realizzare determinate attività, generano infatti dei costi per mantenere le proprie competenze. Questi costi però vanno persi nell’esecuzione di attività che richiedono una qualifica minore.

Per concludere possiamo affermare che nella lean production il processo produttivo viene organizzato e gestito in modo globale per ridurre al massimo la complessità della produzione.

Le applicazioni della lean production

Per applicare la Produzione Snella occorrono flessibilità e coinvolgimento fin dall’inizio di tutte le funzioni aziendali.
In particolare sono indispensabili i seguenti ambiti:

Progettazione
il prodotto viene studiato considerando i problemi relativi alla sua produzione.
L’obiettivo è quello di evitare la sua riprogettazione, cioè gli sprechi dovuti al non essere riusciti a lavorare bene fin dalla prima volta.
Produzione
il processo produttivo deve essere gestito e organizzato per garantire qualità in incremento e riduzione dei costi di produzione.
Qualità
si segue il modello organizzativo della Qualità Totale, secondo il quale tutta l’azienda deve essere coinvolta nel raggiungimento dell’obiettivo (qualità). Ciò comporta anche il coinvolgimento e la mobilitazione dei dipendenti e la riduzione degli sprechi in un’ottica di ottimizzazione degli sforzi.

 

L’applicazione in Italia
La lean manufacturing in Italia
Nonostante l’elevatissimo potenziale, la Lean Production è ancora relativamente poco diffusa presso le aziende italiane.

Il motivo principale risiede nel fatto che questo metodo organizzativo si focalizza sulla riduzione delle attività che non aggiungono valore (gli sprechi).
Tende dunque a mettere in discussione la tradizionale logica italiana di produzione “per lotti e code”. Nel nostro paese non si ha la tendenza ad organizzare la produzione quanto più possibile “a flusso”.

Insomma, una filosofia dai grandi benefici che parte dall’impegno di valorizzare l’organizzazione, la specializzazione, la produttività. 

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