Quando si pensa allo sviluppo software, spesso si immagina qualcuno che scrive codice davanti a uno schermo.
In realtà, dietro ogni nuova funzionalità sviluppata in Antos succede molto di più.
Ci sono confronti continui, brainstorming, mockup, feedback dei clienti, analisi, sprint e tante persone che lavorano insieme per trasformare un’idea in qualcosa di concreto.
Per raccontare cosa succede davvero dietro le quinte della Ricerca & Sviluppo in Antos, abbiamo preso come esempio un recente progetto sviluppato su Bravo Manufacturing: la gestione dei codici seriali.
Non vogliamo entrare nei dettagli tecnici della funzionalità, ma vogliamo raccontare il metodo con cui da noi nasce un nuovo prodotto software.
Per farlo abbiamo coinvolto tre persone che seguono questo processo ogni giorno da prospettive diverse:

Danilo
Product Owner

Michele T.
UX/UI Designer

Michele N.
Sviluppatore software senior
Quello che leggerai non è solo un racconto sullo sviluppo software, ma anche una riflessione su collaborazione, qualità e dinamiche di team.
Nuovo software: tutto parte da un problema reale
Nel caso specifico della gestione dei codici seriali di Bravo Manufacturing, l’idea di sviluppo non è nata all’improvviso.
Come racconta Danilo, il team aveva già individuato da tempo una necessità concreta del mercato: alcuni settori richiedevano una gestione avanzata dei seriali e senza questa funzionalità sarebbe stato difficile gestire determinati processi produttivi.
Ma in Antos c’è un principio molto chiaro: evitare di sviluppare qualcosa in modo astratto.

“Sviluppare solo con l’intuizione, senza il supporto di un cliente poteva essere un po’ pericoloso.”
Per questo il progetto è partito davvero solo quando un cliente ha manifestato un’esigenza concreta. Da lì è iniziata una fase di brainstorming condiviso per capire aspettative, obiettivi e risultati che il cliente voleva ottenere.
Ed è qui che emerge uno degli aspetti più interessanti del metodo Antos 👇
Il prodotto, da noi, non nasce “chiuso dentro” il reparto sviluppo, ma dal confronto continuo tra mercato, clienti e team interno.

Dall’idea ai prototipi: progettazione, UX e confronto continuo
Prima ancora che inizi lo sviluppo vero e proprio, c’è una lunga fase di progettazione e confronto.
È qui che entra in gioco Michele T., UX/UI Designer che lavora a stretto contatto con il Product Owner per trasformare idee e necessità in flussi, interfacce e prototipi concreti.
Ma attenzione ⚠️: non si tratta solo di “disegnare schermate”.
Il lavoro di Michele non è semplicemente progettare un’interfaccia, ma capire quale sia il modo più efficace, intuitivo e naturale per permettere alle persone di risolvere i propri problemi usando quella funzionalità, offrendo un’esperienza semplice, fluida e soddisfacente.

“I semilavorati che io produco servono a esplorare i vari modi con cui un utente può sfruttare la funzionalità in modo vantaggioso per lui.”
In questa fase vengono realizzati mockup e prototipi molto dettagliati tramite Figma, spesso accompagnati da video che simulano il comportamento reale della funzionalità.
Questa è la fase in cui cerchiamo di coinvolgere (quando possibile) il cliente come interlocutore del progetto. Gli forniamo un’approssimazione molto fedele di quello che sarà il risultato finale del prodotto e raccogliamo le sue opinioni.

“Cerchiamo di recuperare feedback dai nostri clienti e informazioni su cosa funziona e cosa no per progettare qualcosa di utile e comodo.”
Quello che colpisce è il livello di collaborazione continua tra Product Owner e UX/UI.
Nessuno lavora “nel proprio silo”: il progetto evolve attraverso un confronto costante fatto di revisioni, domande e aggiustamenti progressivi.
Quando entra in gioco lo sviluppo
Solo quando il progetto raggiunge un buon livello di definizione entra in gioco il team di sviluppo software.
Michele N. racconta che il lavoro non parte subito scrivendo codice.
Dopo la produzione dei mockup da parte della UX, c’è una fase tecnica di studio e validazione.

“Cominciamo ad analizzare la reale fattibilità del progetto. Ma anche durante lo sviluppo continua il confronto costante tra progettazione e team tecnico.”
Il team, in base all’analisi ricevuta, valuta tempi, vincoli tecnici, complessità e sostenibilità dello sviluppo. E quando qualcosa non convince, si torna indietro.
Questo è un elemento centrale del metodo Antos: il confronto non si interrompe quando inizia lo sviluppo, ma è costante durante tutto il progetto.
Il lavoro viene organizzato tramite Scrum e Sprint condivise. I task vengono suddivisi e pianificati insieme, lasciando al team molta autonomia nella gestione dello sviluppo.
Questo approccio permette di lavorare con maggiore chiarezza e meno stress.

“Lavorare così è molto meglio. È un approccio da azienda grande o medio grande.”

Prima di scrivere codice, progettiamo davvero
Uno dei temi emersi più spesso durante l’intervista è il rapporto tra velocità e qualità.
In molte realtà software, progettazione e UX vengono affrontate molto vicino alla data di inizio dello sviluppo. In Antos invece si lavora parecchio in anticipo: gran parte del lavoro di analisi e progettazione viene fatto molto prima che il progetto arrivi nelle mani degli sviluppatori.
Mockup, flussi e interazioni vengono già definiti e validati in anticipo, così il team di sviluppo può lavorare con maggiore chiarezza e meno improvvisazione.

“Mettiamo in backlog un progetto ragionato, progettato e validato in profondità con mockup finiti molto prima che vengano mandati in sviluppo.”
Questa scelta richiede più disciplina, ma riduce moltissimo i problemi successivi.
Danilo lo spiega in modo molto diretto:

“Non si mette in produzione qualcosa che non è stato collaudato a livello mockup. Da noi Il modello vince sull’iniziativa estemporanea.”
Il punto non è rallentare il lavoro, al contrario!
Dedicare più tempo all’analisi permette di evitare rework continui, correzioni improvvisate e sviluppo caotico.
Qualità: un obiettivo che significa anche lavorare meglio
Durante l’intervista è emerso un concetto molto interessante: la qualità del software e il benessere delle persone sono strettamente collegati.
Per Antos qualità non significa solo “software che funziona”.

“Vogliamo creare prodotti di qualità molto alta. Questo per noi significa non solo un software che non si rompe, ma uno strumento che il cliente riesca davvero a usare, apprezzare e integrare nei propri processi.”
Per arrivare a questo risultato servono metodo, confronto e attenzione ai dettagli.
Ma serve anche un ambiente di lavoro sano, che riduca il più possibile caos e frustrazione.
Quando il processo è chiaro, le persone riescono a concentrarsi meglio sul proprio lavoro senza dover continuamente rincorrere problemi generati a monte, magari per una progettazione errata o frettolosa.
Concentrazione, obiettivi chiari, software sviluppato bene.
Anche per gli sviluppatori cambia completamente il modo di lavorare.

“Lavorando così diminuisce la frustrazione. C’è più stimolo e meno stress. E il modo in cui, penso, la maggior parte degli sviluppatori vorrebbe lavorare.”
Il valore vero? Lavorare su sfide reali
È qui che emerge forse la parte più bella del nostro lavoro.
Nel finale dell’intervista c’è forse il concetto più umano di tutto il confronto.
Oggi il mondo dello sviluppo software cambia velocemente, così come cambiano gli strumenti e le tecnologie. Ma secondo Michele T. il valore reale del lavoro non sta nelle attività ripetitive.
Sta nella capacità di ragionare, progettare, confrontarsi e risolvere problemi insieme.

“La sfida intellettuale è la scommessa forte che Antos offre a chi viene a lavorare qui.”
Ed è probabilmente questo il punto più importante di tutto il processo raccontato nell’intervista.
Dietro ogni nuovo prodotto sviluppato in Antos non ci sono solo task, Sprint e mockup.
Ci sono persone che collaborano, discutono, si confrontano e cercano ogni giorno di costruire qualcosa fatto bene.
Vuoi lavorare su progetti costruiti così?
Se cerchi un posto dove il confronto conta davvero, le persone collaborano e la qualità viene prima della fretta, potresti trovarti bene in Antos. 😊
Siamo sempre alla ricerca di persone curiose, collaborative e con voglia di costruire qualcosa fatto bene.
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